lunedì 18 maggio 2009

Rapelay: lo stupro diventa un gioco


La mente umana certe volte riesce a partorire cose che vanno oltre ogni limite. Ognuno di noi giorno dopo giorno sente o legge notizie inerenti a stupri o molestie sessuali a donne e bambini. Io personalmente non riesco ad esprimere con parole quelli che sono i miei sentimenti nei confronti di questi atti. Navigando su Google news leggo qualcosa di inquietante. Il titolo dell'articolo della sezione "scienze e tecnologie" dice "Appello su Facebook: "Mobilitamoci contro Rapelay".

Capisco che qualcosa di losco è stato creato e documentandomi apprendo che Rapelay è un videogioco di concezione giapponese (non potevano che essere loro) il cui nome è formato dall'unione di due parole rape (stupro) e replay (ripetuto) in cui chi più stupra vince. Può arrivare a tanto la perversione dell'uomo? Giocare su una cosa del genere è deplorevole, da condannare pesantemente. Non mi si tiri in ballo la democrazia e la libertà di espressione perchè è da vere persone ignoranti. Non mi si dica che chi ha ideato ciò ha bisogno di un aiuto.

Non voglio sembrare presuntuoso nel dire questo ma penso che il sol concepire un gioco su esperienze che traumatizzano fortemente donne e bambini , è un atto profondamente irrispettoso nei confronti delle vittime e anche criminale. Non scagliarsi contro un 'iniziativa del genere potrebbe fomentare, anzi sicuramente fomenta, atti di violenza.
Branchi di giovani deficienti potrebbero crescere sentendosi legittimati ad aggredire donne e ragazze trovando giustificazione nel fatto che "è un gioco" e mascherando la loro incapacità nel conquistare una donna con un atto di forza. In questi contesti è proprio il caso di dire che l'uomo non è un essere capace di pensare e discernere, ma bensì un animale e che peggio di chi lo ha ideato è chi gioca a Rapelay.

3 commenti:

  1. E poi crescono piccoli pervertiti

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  2. Cose da non crederci

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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