domenica 12 luglio 2009

Giorgio Faletti “Io sono Dio”


Ho per le mani, in forma di lettura “estiva”, il libro di Giorgio Faletti “Io sono Dio”.

Mai avrei letto Faletti, specialmente perché pregiudizialmente influenzato da qual suo “minchia signor tenente” sanremese.

Poi, quasi per caso, lessi una recensione. E quasi per caso comprai “Io uccido”: un impressionante sequenza letteraria di “suspense” narrativa in forma di giallo! E non solo quello. E poi altri suoi libri.

Proprio da “Io sono Dio” vi propongo un brano che mi ha colpito e che riporto:

Senza una ragione, le venne in mente un’antica favola indiana, quella che aveva raccontato un tempo a Sundance e che narrava di un vecchio Cherokee seduto davanti al tramonto con suo nipote.

«Nonno, perché gli uomini combattono?»

Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma.

«Ogni uomo, prima o poi è chiamato a farlo. Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi.»

«Quali lupi nonno?»

«Quelli che ogni uomo porta dentro di sé.»

Il bambino non riusciva a capire. Attese che il nonno rompesse l'attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine, il vecchio che aveva dentro di sé la saggezza del tempo riprese con il suo tono calmo.

«Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo.»

Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.

«E l'altro?»

«L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede.»

Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.

«E quale lupo vince?»

Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti.

«Quello che nutri di più.»

Totino Saia

2 commenti:

  1. Ho nutrito quello buono, ma spesso è stato aggredito da quello che vive fuori di noi tanto da farmi desiderare di nutrire pure il cattivo .

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  2. Anch'io ero pregiudizialmente scettico nei confronti della narrativa falettiana. Ho letto Io sono Dio in due giorni e mi è piaciuto tantissimo da acquistare i "faletti" precedenti che ho sotto mano.
    Questa è la diimostrazione che i pregiudizi sono sempre errati.

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