martedì 18 agosto 2009

Dalle spighe al pane

Nella foto il momento della preparazione del pane con i tipici strumenti utilizzati anticamente


Il grano ha segnato profondamente la storia millenaria della Sicilia. La Sicilia ha mantenuto nei secoli, tra alterne fortune economiche, il primato incontrastato della produzione di frumento fino all'unità d'Italia, quando ha iniziato un lento e inesorabile declino.

L'intero ciclo della coltura del grano era contrappuntato da offerte votive, orazioni e canti. A Sant'Antuninu, Sant'Antonio di Padova, la cui festa è celebrata il 13 giugno era affidato, ad esempio, il compito di far granare e moltiplicare le spighe mentre ai santi patroni dei diversi centri si offriva la primizia del mazzuni cioè un mazzo di spighe ancora verdi.

Il periodo della mietitura ha rappresentato una scadenza lavorativa di primaria importanza in Sicilia, almeno fino a trenta anni fa. La mietitura del grano si configurava quindi come un momento di forte socializzazione e, di conseguenza, come un'occasione per riaffermare valori di vita comuni, vincoli di solidarietà, gesti di lavoro, espressioni vocali e modalità rituali, fuori dai ristretti confini della comunità di appartenenza. I lavoratori si organizzavano in squadre e si trasferivano quindi all'antu (campo da mietere), per ritrovarsi spesso fianco a fianco con squadre provenienti da altre province.

La lunga giornata lavorativa, che aveva inizio alle prime luci dell'alba per concludersi all'imbrunire (da sole a sole), univa all'iterazione regolare dei gesti dei mietitori, scansioni temporali sancite dai pasti (sei-sette in tutta la giornata) e l’esecuzione rituale di forme di ringraziamento a Dio e ai santi. Spettava sempre al cugghituri, solitamente alla fine del secondo pasto della mattinata, invitare i mietitori a intonare le preghiere di ringraziamento invocando e lodando anche il proprio santo protettore.

Anche la pisera (trebbiatura), ritmata dall'andatura circolare degli animali (muli o buoi aggiogati a coppia) nell’aia ricolma di mannelli di spighe. Il cacciante, ovvero l'uomo che guidava gli animali dal centro dell'aia, scandiva le cacciate, le varie riprese della battitura del grano, mentre i turnanti (altri contadini) badavano a rivoltare con il tridente le spighe di grano sotto il passo degli animali. Con uno stile vocale che dal recitato si spingeva fino al gridato, il cacciante scandiva lo svolgimento del lavoro con versi di devozione e di ringraziamento a Dio, ai santi e alla Madonna, restituendo ancora una volta centralità al sacro.

(cfr. Uccello 1964; Sarica-Fugazzotto 1994; Bonanzinga 1995a e b)


Sotto potete ammirare il filmato della rappresentazione avvenuta in piazza a Bompensiere.

9 commenti:

  1. Bellisima festa veramente organizzata alla grande, dove cultura e tradizioni del passato hanno fatto da padroni, per una sera siamo stati catapultati nel passato; Questa è veramente una sagra da valorizzare e pubblicizzare sempre più, sono convinto che negli anni avvenire attirerà a Bompensiere sempre più turisti. Complimenti alla Pro Loco e al Comune.

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  2. A me non è piaciuta questa specie di cosa che hanno fatto in piazza. Poca oraganizzazione non sentivo niente e non vedevo ancora di meno. Ho sentito solo specie di lamenti che forse dovevano essere canzoni antiche.

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  3. Abbassolatinturia18 agosto 2009 23:51

    viva bompensiere viva l'amicizia e l'armonia. La vulimu fisini cu sti missaggi nutili ca nun sirbinu a nenti pi lu naduri? S'amma fari attacchi armenu nisciti li palli e facitili cu lu nomi. M'anzinnò faciti cumu a mia.
    naduri ti amu

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  4. ABCHE TU, VISTO CHE NON CRITICHI E PREDICHI ARMONIA, AMICIZIA E AMORE, TIRA FUORI LI.......E FIRMATI. CAPISCO CHE ANCHE X FARE COMPLIMENTI CI VUOLE DAVVERO TANTO CORAGGIO.

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  5. Peppi lu Francisi19 agosto 2009 19:36

    Sugnu Peppi lu Francisi e sugnu cuntenti di stu Sinnacu ca pensa anchi a nantri emigrati ca cu tanti sacrifici ogni annu mittimmu li sordi di lato pi putiri viniri a lu paisi.

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  6. Avete messo tutte le foto e commenti di tutto il programma delle festività estive, escluso il giorno più importante, il giorno del 15 Agosto in cui si è svolta la funzione sacra, come mai?

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  7. avete portato il pane ma il cumpanatico dov è andato a fonire? se sapevo mi portavo la mortadella da casa. Il pane era buona ma mancava un po' di sale sembrava quello che danno all ospedale ma tutto sommato era buono per non parlare dei lamentatoriu che per tutta la serata mi ronzavano dentro le orecchie e non potevo dormire. Ringrazzio al sindaco che per 15 gg non o dovuto fare la spesa perchè a pensato per la trippa di tutti noi paesani e non, ma sopratutto levatemi le spighe davanti la porta di casa mia perchè i topi ci stanno facendo il nido e mentre che ci siete buttate un po' di veleno per topi che ce ne sn molti che gironzolano per il paese.

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  8. all'anonimo del 24.08.09 ore 19.04; Non ho capito bene: eri alla sagra e mangiavi pani cunzato o dormivi? Perchè non si capisce bene, sei un pò contraddittorio.

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  9. La sagra del grano comprendeva anche il maltrattamento dell'asino?
    Che spettacolo indegno!

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