mercoledì 5 agosto 2009

SISMA ABRUZZO 2009: PIZZOLI NEL CUORE

Da sx Tona Vincenzo e Giuseppe Burruano il giorno del rientro a Bompensiere

Ed eccoci tornati da un’esperienza che ha segnato profondamente la mia vita e quella dei miei colleghi volontari della protezione civile, Giuseppe Burruano e Salvatore Ingrao.

A due settimane da quella improvvisa chiamata per l’abruzzo e dopo quel si immediato, la nostra mente ma soprattutto il nostro cuore è ancora la tra la gente di quel campo.

Ecco qual è stato il nostro compito: i responsabili del PMA (PRONTO MEDICO AVANZATO) di Pizzoli (l’AQUILA) a disposizione di chiunque avesse bisogno di cure mediche, all’interno del campo e servizio di trasporto con la nostra ambulanza dagli altri campi all’ospedale San Salvatore di l’Aquila.

In collaborazione con i volontari della protezione civile “RNS” di Roma, Martina, Lorella,Veronica, Simone e Gian Battista il capo campo, i vigili del fuoco di Belluno che gestivano il servizio mensa, il corpo forestale dello stato della puglia e gli scout siciliani di Sciacca ci occupavano della gente colpita dal sisma il 6 aprile scorso.

Sono stati 8 giorni stancanti,ma che ci hanno riempito il cuore di intense emozioni e di gioia e ancora mi viene un nodo alla gola a pensare alle persone e alle emozioni vissute in questa esperienza che penso resterà indelebile in ognuno di noi.

La gente di Pizzoli è stata straordinaria… ci ha dimostrato un’amore sincero e gratuito…è stata accogliente mettendoci a nostro agio fin da subito. Come potremo mai dimenticare l’affetto datoci in maniera gratuita dalla signora Giusy, una seconda mamma per noi, o da Elena, Pino, Andrea e tantissimi altri.

Difficilmente dimenticheremo gli occhi ed i sorrisi di tanti bimbi e ragazzi: Adriana, Deborah, Maria, Luminitia, Angelica, Emilia, che si rivolgevano a noi in cerca di qualche gioco o per trascorrere il tempo e scacciare i brutti ricordi di morte e distruzione.
“E’ stata una bella esperienza, che ti lascia il magone. Tante volte guardandoli abbiamo pensato che sarebbero potuti morire".

I disagi che sei costretto ad affrontare in queste esperienze, eccessivo freddo di notte e caldo irrespirabile sotto le tende e le notti più o meno insonni. Svolgevamo un servizio di 21 ore su 24, e sempre con l’orecchio teso ad intervenire in caso d’emergenza. In certi momenti ti scatta una carica che ti insegna molto, aiuta a ridimensionare i problemi ed affrontare la vita in modo molto diverso non badando alle cose materiali ma agli affetti perché sono quelli che ti permettono di vivere una vita felice.

Un'esperienza che spero rifaremo presto perchè ci ha permesso di crescere dentro.

Tona Vincenzo


Nella foto Tona Vincenzo, Giuseppe Burruano e Salvatore Ingrao con dei ragazzi di Pizzoli

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