venerdì 6 novembre 2009

Chiappe larghe, banda stretta

Quando Internet diventa una discriminazione

Ieri un nostro compaesano mi ha inviato una mail con annesso link ad un articolo di giornale che si può riassumere in un’unica frase: “C’è crisi ergo nessun investimento sulla banda larga”. Paolo Gentiloni, aveva dichiarato 2 anni orsono che entro il 2011 avrebbero trasformato internet da privilegio, qual è oggi, a diritto. Pochi giorni fa il ministro Brunetta ha invece sottolineato di poter portare due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010. La conclusione a cui si può arrivare è sempre la stessa: chiacchiere. Sicuramente ben articolate, utilizzando termini forbiti e strutture linguisticamente perfette. Ma pur sempre chiacchiere.

Il tema della banda larga e dei relativi problemi che Bompensiere deve quotidianamente affrontare a causa di un'ADSL vergognosamente lenta e mal funzionante sono stati ampiamente trattati da questo sito in questo articolo, quest’altro e quest’altro ancora.

Quando arrivò l’ADSL nel nostro piccolo comune si gridava al miracolo per le vie del paese . La felicità è durata però pochi giorni, giusto il tempo di scoprire che pagavamo una linea da 7 Mbps usufruendo però di un servizio 11 volte più lento. Abbiamo pure sperato in un risvolto positivo, aspettando invano un aggiornamento delle strutture che ci avrebbero fatto fare il salto di qualità. Ma fino ad oggi niente. La Telecom infatti non ha intenzione di investire un solo euro su un centro che non offre un ritorno economico tale da ammortizzare la spesa in tempi rapidi.

Se ci avete fatto caso, nel parlare della linea bompensierina, non ho mai nominato il termine “banda larga”. Questo perchè la nostra ADSL è considerata narrowband (banda stretta). Infatti ultimamente, la raccomandazione I.113 (06/97) del Telecommunication Standardization Sector dell'ITU (ITU-T) ha definito la banda larga come una capacità trasmissiva maggiore del primary rate ISDN, cioè 1.5 (negli USA) o 2 Mbit/s in Europa. E questi numeri tendono sempre a crescere.

Ci vendono dunque merda per cioccolato e, volenti o nolenti, ce la dobbiamo far piacere. L’alternativa sarebbe rescindere il contratto e navigare nuovamente con il preistorico modem a 56Kbps. E’ anche vero che esistono le chiavette UMTS, ma non possono essere considerate una soluzione: in fondo nessun paese europeo basa l’affidabilità delle sue reti su questa tecnologia, pensata principalmente per i cellulari e la connessione in mobilità. La copertura UMTS non è integrale, spesso non garantisce alte velocità e soprattutto viene sottoposta ad una tariffazione non conveniente rispetto alle soluzioni più “stabili”.

Ed in tema di stabilità è bene ricordare che ogni qual volta piove o tira un po' più di tramontana non solo la linea ADSL, ma anche quella telefonica, ci abbandona totalmente.

In questi momenti di profonda solitudine telematica il mio pensiero va alla Finlandia, primo paese europeo ad aver dichiarato l’accesso a Internet un diritto universale. Lì, a partire dal 1° luglio 2010, i cittadini avranno a disposizione almeno 1Mbps, mentre nel 2015 si arriverà ai 100Mbps.



1 commento:

  1. Merda...al posto del cioccolato...
    Caro Peppino hai reso molto bene l'idea di ciò che ci propinano...
    Le conseguenze, oltre al mal di pancia sicuro,saranno quelle di essere sempre il fanalino di coda di ogni realtà.
    RIBELLIAMOCI!...ma come?

    RispondiElimina

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