venerdì 15 gennaio 2010

I DIRITTI: UN’ UTOPIA?

“Se non ti mobiliti per difendere i diritti di qualcuno che in quel momento ne è privato, quando poi intaccheranno i tuoi, nessuno si muoverà per te. E ti ritroverai solo”


dirittiumani

In questi giorni i mass media non fanno altro che proiettare nei vari Tg il caso degli immigrati dell’est e del nord Africa, che intraprendendo un viaggio della speranza verso il nostro paese, trovano una realtà tutta differente da loro immaginata e sperata.

Si parla tanto di integrazione, di solidarietà verso queste masse, che sperano di trovare in noi un rifugio scappando dal loro destino crudele. Ma uno dei documentari che mi ha toccato particolarmente è stato quello del caso di Pachino, li paese del pomodoro Pachino, nel ragusano. Immigrati dell’est, del nord Africa, che alzandosi alle prime ore del mattino, si avviano verso il centro del paese, armati di speranza, si affollano li tutti in attesa che qualche coltivatore passi, ne carichi qualcuno per poi portarli nei campi a raccogliere gli ortaggi, con ore lavorative massacranti, per poche decine di euro.

Nella nostra Sicilia degli anni ‘40 e ‘50 ma anche fino agli anni ‘70, tale dinamica nei nostri centri era all’ordine del giorno, uomini siciliani che all’alba con le loro zappe o con quant’altri strumenti, si ammassavano nelle piazze con la stessa speranza di questi immigrati.

Ora quel periodo è passato e di quelle condizioni vitali dei nostri antenati è rimasto solo un ricordo della storia del nostro paese. Ma qualcuno mi ha insegnato che dalla storia si impara, si deve prendere spunto per migliorare la vita, per far si che certe fatti non si ripetano più. Ovviamente qualcuno potrebbe dire che la solidarietà, il buon senso ad una giusta integrazione, svanisce se pensiamo a tutti gli atti violenti commessi da questi stessi immigrati e quindi l’unica soluzione che i nostri politici e anche molti di noi sanno dare e dire è : “mandiamoli a casa loro”.

Ma il punto è tutt’altro, in un’ era come la nostra dove i diritti dell’uomo sembrerebbero maggiormente tutelati, applicati, riconosciuti, come per esempio il diritto al lavoro, ad una casa, ad un’ assistenza medica e sociale, il diritto alla VITA diventa un privilegio solo per una fascia ristretta di gente (sicuramente è un diritto per i figli dei ricchi), mentre per tutta quella gente che nasce non in ricchezza ma in povertà, non dalla ricchezza materiale ma dall’amore, dal senso della famiglia che cos’è? UTOPIA!

Giuseppe Losardo

1 commento:

  1. I diritti vengono continuamente calpestati. Le nuove generazioni avranno molto da lavorare se vogliono migliorare le loro condizioni di vita e quelle dei loro figli.

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