venerdì 11 giugno 2010

DDL intercettazioni: parlo ora perchè poi dovrò tacere per sempre

Una democrazia cessa di essere tale quando i cittadini non sono più informati. L’informazione è libertà. La preclusione all’informazione è dittatura.


Vogliono zittirci tutti. Non ci credete? Allora vi illustro brevemente quello che accadrà quando il DDL sulle intercettazioni verrà approvato definitivamente:

LIMITI E DURATA
Intercettazioni possibili solo per i reati puniti con più di cinque anni di carcere. I telefoni possono essere messi sotto controllo per 75 giorni al massimo. Se c’è necessità, motivata dal pm e riconosciuta dal giudice, è possibile un periodo aggiuntivo di tre giorni, prorogabili di volta in volta con provvedimento del pm controfirmato dal giudice fino a che esista la necessità. Per i reati più gravi (mafia, terrorismo, omicidio, ecc.) le intercettazioni sono possibili per 40 giorni, più altri venti prorogabili. Inoltre, le intercettazioni disposte per un reato potranno essere utilizzate anche per provarne un altro, purché il fatto sia lo stesso.
Se ad esempio viene intercettato un rapinatore, e durante le indagini si scopre che risulta essere pure un assassino non si potrà utilizzare il nastro per quest'ultimo reato. Se, al 75° giorno di ascolti, scoprono che il tizio progetta un altro colpo, dovranno chiedere al tribunale collegiale una proroga di 48 ore e sperare che il tizio dica tutto subito, altrimenti nuova proroga di due giorni, a oltranza, fino a quando non si stufano e si manda tutto a puttane.
Intanto il governo blocca contratti e turnover alle Forze dell’ordine e taglia del 30% gli stipendi ai magistrati. I ladri se la spassano e le guardie tirano la cinghia.



DIVIETI E SANZIONI
Gli atti delle indagini in corso possono essere pubblicati solo per riassunto. Gli editori che ne consentono la pubblicazione in maniera testuale rischiano fino a 300mila euro di multa. Le intercettazioni sono off limits per la stampa fino a conclusione delle indagini: per gli editori che violano il divieto, sono previste sanzioni oltre i 300 mila euro, che salgono a 450mila euro se si tratta di intercettazioni di persone estranee alle indagini o che devono essere espunte dal procedimento perché illecite o irrilevanti ai fini processuali. Condanne dure anche per i giornalisti: fino a 30 giorni di carcere o una sanzione fino a 10.000 euro se pubblicano intercettazioni durante le indagini o atti coperti da segreto.
Altro esempio. In questi giorni in America si apre il processo all’ex governatore dell’Illinois Blagojevic, intercettato mentre vendeva il seggio senatoriale liberato da Obama. La stampa Usa ha pubblicato regolarmente le intercettazioni poichè, come tutti sanno, erano contenute in un atto ufficiale della Procura, dunque pubbliche, ergo pubblicabili.
Se fosse successo in Italia sarebbero finiti sotto processo i giornalisti e i loro giornali sarebbero falliti sotto una montagna di multe.



INTERCETTAZIONI AMBIENTALI
Niente più microfoni piazzati in casa o in auto per registrare le conversazioni degli indagati. Le ‘cimici’ saranno consentite per un massimo per tre giorni, prorogabili di tre in tre con provvedimento del pm controfirmato dal giudice.
Praticamente niente cimici in luoghi privati? In effetti ha senso. I malviventi sono soliti parlare dei loro loschi interessi in parchi, stazioni di servizio e trattorie varie. Ti immagini che si mettano a disquisire di sequestri, riciclaggio di denaro, giri di prostituzione, acquisti illeciti e porcate varie nelle loro case. Se lo pensate siete dei poveri sciocchini.



PM IN TV

Se il responsabile dell’inchiesta passa alla stampa atti coperti dal segreto d’ufficio o semplicemente rilascia dichiarazioni pubbliche su un’inchiesta a lui affidata può essere sostituito dal capo del suo ufficio. La sostituzione del magistrato, quindi, non avviene più per automatismo, ma occorre la volontà del capo dell’ufficio.
Capo dell'ufficio, capo dell'ufficio... non mi dite che sarà assegnato da chi detiene la maggioranza politica del paese. No così, mi piacerebbe saperlo. Anzi se qualcuno lo sa è pregato di rispondermi.



NORMA TRANSITORIA
Le nuove regole si applicano ai processi in corso. Quindi, anche se erano già state autorizzate intercettazioni con le vecchie regole, dovrà essere applicato il tetto dei 75 giorni. Dal giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, inoltre, saranno necessari 15 giorni di vacatio ordinaria per consentire alle Procure di allestire il registro segreto e un luogo dove conservare le intercettazioni, di cui è responsabile il capo dell’ufficio.
E' lo stesso capo dell'ufficio della nota precedente? No, perchè inizio a capire che avrà un ruolo importante. E se ad essere indagato fosse proprio il capo dell'ufficio? Cribbio!



RIPRESE DEI PROCESSI
Sulle riprese tv per i processi decide il presidente della Corte d’Appello, che può autorizzarle anche se non c’è il consenso delle parti.


REGISTRAZIONE DI CONVERSAZIONI
Le registrazione carpite di nascosto sono permesse solo ai servizi segreti e ai giornalisti professionisti e pubblicisti.


PRETI E ONOREVOLI
Se nelle intercettazioni finisce un sacerdote bisogna avvertire la diocesi; se l’intercettato è un vescovo il pm deve avvertire la segreteria di Stato vaticana. Per quanto riguarda i parlamentari, occorre il via libera della Camera di appartenenza. Vietato ascoltare assistenti e familiari degli onorevoli se sono estranei ai fatti per cui è in corso l’indagine.


RETTIFICA PER I BLOGGER
I blog e tutti i siti internet verranno trattati come quotidiani in edicola e tg. «Anche chi ha un blog non registrato come testata giornalistica (quindi non soggetto alla legge sulla stampa) avrà l’obbligo pubblicare la rettifica – su richiesta della persona che si ritiene offesa – entro 48 ore».
No, questa è bella. Quello che accadrà è che chiunque potrà inviare una mail a un blogger, a Google in relazione ai video pubblicati su YouTube, a Facebook o MySpace o, piuttosto al gestore di qualsiasi newsgroup o bacheca elettronica amatoriale o professionale che sia, chiedendo di pubblicare una rettifica in testo, video o podcast a seconda della modalità di diffusione della notizia da rettificare.
Quindi pubblico qualcosa che qualcuno reputa non veritiera, a quel punto mi invia una rettifica che dovrò integralmente pubblicare entro le 48 ore.
E se non torno a casa per una settimana perchè faccio il camionista?
Significa venire meno all’obbligo di rettifica rischiando multe fino a 12.500 euro.
In poche parole si sta cercando di distruggere il bello dell'informazione non professionale online dove le rettifiche avvenivano tramite semplici commenti/risposta e soprattutto senza alcuna ammenda. Il rischio che oggi diviene realtà è quello che all’indomani dell’entrata in vigore della nuova disciplina sulle intercettazioni, la Rete rischia di “chiudere per rettifica”.
Quello che stanno cercando di fare è di imporci gli argomenti, trattare solo tematiche frivole come moda, cucina, motori, spettacolo e gossip tralasciando così politica, economia e affari giudiziari. Opss... ma non è quello che è già accaduto alla tv?


Per chi volesse leggere il disegno di legge sulle intercettazioni può cliccare sul seguente link: "Disegno di legge".




Fonti: senzaagettivi.net, voglioscendere.ilcannocchiale.it, webmasterpoint.org, giudoscorza.it, wikipedia.org, insertosatirico.com.

4 commenti:

  1. Posso condividere il tuo articolo via facebook?

    RispondiElimina
  2. Se inserisci il link della fonte molto volentieri.

    RispondiElimina
  3. Alfonso Paolino Cipolla14 giugno 2010 17:56

    INCONTRO CON L'AUTORE

    "C'ERA UNA VOLTA L'INTERCETTAZIONE" di Antonio Ingroia

    Mercoledì 16 giugno 2010 a Milena alle ore 18.30, presso la biblioteca comunale - sala Falcone Borsellino

    Il Procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo, dr. Antonio Ingroia, autore del libro sul disegno di legge che regola l'intercettazione,
    presenterà il suo libro-denuncia.

    Alla presentazione del libro ci saranno anche l'avvocato Sergio Iacona e il giudice Giovanbattista Tona che idealmente processeranno il libro e il nuovo disegno di legge sulle intercettazioni.

    L'incontro è co-organizzato dalla Scuola di formazione etico-politica "G. Falcone" di Palermo e dal gruppo "Percorsi di Cittadinanza di Milena.

    RispondiElimina
  4. ben fatto...ma non riesco a trovare nessun articolo su ciò che non avremo saputo col ddl, se fosse stato in vigore da Falcone in poi...sarebbe molto interessante diffonderlo...
    ciao.

    RispondiElimina

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