venerdì 25 giugno 2010

Lotta ai tumori: con la prevenzione è possibile


L’unica arma veramente forte nella lotta ai tumori è la prevenzione: questo il concetto cardine del convegno tenutosi ieri nell’aula consiliare del nostro Municipio.
Col titolo “Tumori: prevenzione possibile”, il nostro medico di famiglia Alfredo Zoda, la dott.ssa Marcella Santino, responsabile provinciale del progetto, e l’Assessore provinciale Gianluca Miccichè hanno introdotto l’imponente campagna di screening che partirà a breve e interesserà la nostra provincia.
I cittadini che rientrano nelle fasce di età più a rischio per tre tipi di tumore (alla mammella, al collo dell’utero e del colon retto) verranno invitati tramite lettera a recarsi in un giorno stabilito presso l’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta (che è stato recentemente fornito di macchinari di ultimissima generazione per questo tipo di esami). Si eviteranno così liste d’attesa interminabili e, soprattutto, come sottolinea la dott.ssa Santino, l’esame sostenuto non resterà isolato: anche se il risultato fosse negativo, la persona che comincia il progetto di screening verrà richiamata tra due anni, in modo tale da individuare, se presenti, anomalie sospette che al primo esame non erano presenti, o non erano abbastanza sviluppate da essere rintracciabili.

Per quanto riguarda il tumore alla mammella, l’esame previsto è la mammografia e la fascia d’età più a rischio è quella delle donne tra i 50 e i 69 anni, che riceveranno l’invito per sottoporsi all’esame. Se l’esito è negativo, si viene avvisate nel giro di circa 30 giorni tramite comunicazione scritta; se dovessero esserci invece dubbi che necessitano ulteriori approfondimenti, qualche giorno dopo l’esame la persona viene ricontattata telefonicamente per fissare un esame più preciso, che in questo caso sarà l’ago aspirato. Individuare un tumore del genere a uno stadio iniziale è molto utile, perché consente di evitare interventi invasivi e traumatici come la mastectomia. Inoltre, l’Azienda sanitaria Provinciale di Caltanissetta, in collaborazione con associazioni come l’ADOS (associazione donne operate al seno) e l’AIRC (associazione italiana per la ricerca sul cancro) metterà in atto una campagna di sostegno pre e post-operatorio per le donne che cominciano questo doloroso percorso: “L’intervento può creare delle ferite a livello psicologico” ha spiegato la dott.ssa, “perché un tumore che interessa il seno o, nel caso di quello della cervice uterina, l’apparato riproduttivo, è un tumore che può devastare la vita di coppia e i rapporti umani”.

Ancora più importante si dimostra la prevenzione per il tumore al collo dell’utero, un tumore molto “subdolo”, perché cresce lentamente e può manifestarsi anche dopo più di anno dall’insorgenza. La fascia target si estende addirittura dai 24 ai 65 anni, ma “le ragazze dai 24 ai 35 anni sono quelle che meno si sottopongono agli esami preventivi”, ammette con rammarico la responsabile del progetto, “forse per incoscienza, o perché sono convinte di essere troppo giovani per poter ammalarsi di questo tipo di cancro. Non è così: anzi, questa è la fascia che dovrebbe sottoporsi, quando possibile, alla vaccinazione contro il Papilloma virus, una delle cause della patologia”. Anche chi non riceve la lettera di invito può volontariamente presentarsi al consultorio (o, nel caso di Bompensiere, ad un “punto di prelievo” che verrà a breve istituito) e chiedere di essere inserito nel programma di screening.
L’esame a cui verranno sottoposte le donne interessate è lo striscio vaginale (detto anche PAP TEST); la lettura degli esami (e ciò vale per tutti gli esami di screening) è stata definita una lettura “di qualità”, in quanto i risultati dei test vengono analizzati in un centro specializzato a Catania, e comunque da due radiologi in tempi e luoghi diversi: se anche solo uno dei due ha un sospetto, si viene immediatamente contattate per l’approfondimento. In questo caso si tratterà di un esame leggermente più complesso, ovvero la colposcopia. Se si dovesse riscontrare un tumore, intercettandolo ad uno stadio iniziale, si potrà intaccare il meno possibile la funzionalità dell’utero, asportandone la piccola parte periferica interessata dalla malattia e garantendo così alle donne più giovani una vita sessuale e riproduttiva nella norma.

Infine, sia uomini che donne dai 50 ai 69 anni dovrebbero interessarsi alla prevenzione del tumore al colon retto. Per rintracciare questa patologia, ci si sottopone ad una ricerca del sangue occulto contenuto nelle feci (“E non a quell’esame fastidioso che è la colonscopia, come molti pensano!”, sottolinea la Santino). In farmacia sarà possibile ritirare un contenitore specifico che permette di prelevare un campione delle proprie feci, campione che in giornata deve essere riconsegnato alla stessa farmacia e qui verrà ritirato dalla Federfarma (Federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani).Unica raccomandazione: per le donne, non effettuare il prelievo durante il ciclo mestruale; per gli uomini, non effettuarlo in caso di emorroidi sanguinanti.

Ci auguriamo dunque che i bompensierini rispondano in massa all’invito, nella speranza che non si ripeta l’interruzione dello screening verificatasi qualche anno fa. L'amministrazione, rappresentata dal Sindaco e dall'assessore Marotta, da parte sua ha assicurato collaborazione, mettendo a disposizione addirittura un mezzo per facilitare lo spostamento di quanti si volessero sottoporre agli esami.
La prevenzione è un nostro diritto, ed è la parola chiave per sconfiggere le patologie tumorali sul nascere.

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