lunedì 13 giugno 2011

58%... ED OLTRE

di Salvi Virciglio


Si, no, bianca, nulla. Adesso poco importa. Chiuse le urne, è l’affluenza il dato che bisogna tenere in considerazione. Una partecipazione granitica ha caratterizzato questo referendum, ma ancor prima, dal mio punto di vista, la tornata elettorale bompensierina.

In gioco non c’erano inutili tecnicismi (come nel caso della fecondazione assistita o dei sistemi elettorali). Si votava per dei valori e dei principi di interesse civico. Valori sui quali il cittadino non vuole, e non deve, delegare nessuno alla supplenza decisionale.

Perché essere fieri di aver costruito un così importante risultato, dunque? Innanzitutto, perché è la vittoria del Vallone, trascinato dai tanti più o meno piccoli comuni, che, uno per uno, hanno spinto il quorum sopra la fatidica asticella del 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Da Sutera a Montendoro, passando per Milena, Serradifalco e Mussomeli, si arriva all’ottimo risultato ottenuto nel centro più piccolo (per dimensioni) della provincia. Ben 309 aventi diritto hanno preso parte alla consultazione, con una percentuale di affluenza del 58,19 %.

Risultato nobile, perché nei piccoli centri, se non c’è una vera convinzione, a votare non si va. Perché, se gli elettori non colgono l’importanza dell’occasione che gli viene concessa, non sprecano tempo in un mero rituale democratico. Per gli anziani recarsi alle urne può essere anche fisicamente difficoltoso. Quando si riesce a superare barriere mentali e fisiche, per dare il largo al grido della propria opinione, si è di fronte ad un gran risultato.

E’ la vittoria dei giovani e di internet. Dell’informazione veicolata con canali alternativi alla televisione, cattiva maestra, come disse qualcuno. Internet che arriva a propagare le buone informazioni attraverso le gambe di volonterosi che vogliono sapere come stanno i fatti, i veri fatti.

Oggi, l’immagine è quella di una stampante che getta fuori un foglio stampato con inchiostro colorato che, una volta schizzato fuori, passa di mano in mano per raggiungere le case degli anziani e degli ammalati, di chi è politicamente impegnato e di chi è disgustato dalla politica, di donne e di uomini che vogliono capire.

Quel foglio colorato, sul quale sono impresse tante notizie che circolano per la rete, rappresenta la coesione sociale che i giovani e le persone più sagge devono raggiungere per governare ad ogni livello di governo. Utilizziamo la freschezza delle giovani idee innovative, candide e positive, per poterle completare con il rigore e l’esperienza del pensiero di chi ha già superato mezzo cammin di nostra vita. Stipulato questo patto generazionale i risultati arrivano, e come vediamo sono positivi.

Era importante oggi pronunciarsi con un Si o con un No. Fra qualche attimo cominceranno ad arrivare i risultati, ma i bompensierini il responso l’hanno avuto: a Bompensiere si vuole politica, ci vuole politica e si crede nella politica.


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