sabato 4 giugno 2011

Punti di vista

Storie di ordinaria manipolazione

E' incredibile come ognuno di noi veda le cose a modo proprio, talmente proprio che, con estrema facilità, uno stesso avvenimento può essere riportato in modi del tutto diversi. Qualcuno diceva che tutte le esperienze che facciamo passano attraverso un "filtro" tutto nostro, personale, prima di essere elaborate; come un invisibile paio di occhiali che deforma soggettivamente tutto ciò che vediamo. E non si tratta di piccolezze, della maglia vista in una vetrina del centro che per me è color vinaccia e per un'amica è bordeaux. Qui c'è in gioco molto di più: la reputazione di persone che "ci mettono la faccia", parole il cui senso viene travisato. Persone e parole che arrivano, grazie ai media, a milioni di ascoltatori/lettori "passivi". E chi quell'evento non l'ha vissuto, chi quelle parole non le ha sentite... che opinione si farà? Potrà mai crearsi un'idea "sua", non influenzata dalle informazioni di seconda mano che ha ricevuto?

Il fatto: l'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, incontra il 2 Giugno scorso i cresimandi della diocesi allo stadio "Meazza" di S. Siro. Si leggono passi tratti dalle Sacre Scritture, c'è un lungo discorso del cardinale con annesso riferimento alla recentissima festa per la vittoria al ballottaggio di Giuliano Pisapia, neosindaco di Milano. Stop.

Da qui i giornalisti si sono sbizzarriti. Per il Corriere della sera "L'auspicio di Dionigi Tettamanzi, lo stesso che aveva sintetizzato il clima precedente quell'elezione come una possibile «primavera», è «che lo spirito di quella festa sia solo l'inizio: perché il problema è che quella folla di gente in piazza, quella partecipazione costruttiva, non dovrebbe essere l'eccezione di una volta ogni tanto bensì la normalità»". Pare inoltre che il cardinale, alla richiesta di un commento sui festeggiamenti sotto le porte dell'Arcivescovado, abbia fatto un sorriso che "valeva più di mille parole", sottolinea Repubblica, ed è certo che "la partecipazione popolare alla campagna elettorale del nuovo sindaco sia considerata un'arma vincente anche dal pastore della chiesa ambrosiana, che per altro ha visto una straordinaria mobilitazione del mondo cattolico - sia di base che nelle sue forme associative - mai vista prima in altre occasioni elettorali". Parole sante.
E invece no, non abbiamo capito niente. Ci spiega tutto Mario Giordano, dalle pagine del Giornale: "Il cardinal Tettamanzi, ormai, fa le prediche così: sulle spalle il rosso cardinalizio, nel cuore il rosso politico. Più che parlare ai fedeli, sembra che parli all’Infedele. Manca solo Gad Lerner a reggergli il microfono". Tettamanzi, a sentir lui, sosterrebbe apertamente Pisapia & Co., i musulmani, le moschee, gli omosessuali: "con il suo discorso ai cresimandi, il cardinale non ha fatto altro che esplicitare la scelta (della curia ambrosiana), anche se è difficile capire come mai tanto fervore di un uomo della Chiesa per un politico che sostiene le coppie di fatto, le unioni omosessuali, l’eutanasia e tutto ciò che è contrario ai valori cristiani”. S’interroga, Giordano, invocando il fantasma dell’ex-sindaco: “La Moratti, per dire, con tutti i suoi difetti, finanziava abbondantemente i centri aiuto alla vita per limitare il più possibile il ricorso agli aborti. Pisapia, benedetto da Tettamanzi, farà lo stesso?”

C’è chi scrive che in quest’incontro il cardinale ha parlato di Gesù, del Vangelo, delle Beatitudini e ha lanciato messaggi importanti ai ragazzi; e chi scrive invece che abbia parlato di tutto, fuorché dell’Altissimo.
Di fronte a tante affermazioni, che dicono tutto e il contrario di tutto, c’è da perdersi, come quel tale che confuso dalle grida opposte della folla, si chiese “Quid est veritas?”. E alla fine, non sapendo rispondere alla sua stessa domanda, se ne lavò le mani, contribuendo allo svolgersi di una Storia che dopo migliaia di anni ancora affascina o respinge. Tutta questione di punti di vista.

http://digilander.libero.it/digirita70/punti%20di%20vista.jpg

1 commento:

  1. E' stupefacentemente apprezzabile quanto scrivi! Per certi versi da anni sento che questa "filosofia della vita quasi al contrario" accompagna anche le azioni comuni. E' una tattica che usano diversi mestieranti della comunicazione, difficili da smascherare nella smania, più o meno collettiva, di ricerca di attenzione. Vittima quasi sempre il recettore finale il protagonista ultimo di un sistema sociale… che tende a divenire disequilibrato. Nel senso della giustizia, nell'esercitare i doveri e pretenderi diritti!
    Un ricettore, in questo modo, forse incapace di farsi un'opinione, in un percorso, spesso minato da esigenze e bisogni non sempre facili da affrontare.
    Nel supposto disorientamento sguazzano i venditori di fumo e/o i decisori emuli di pilatesca memoria. La storia... ce la raccontano o ce la raccontiamo. Con tante certezze o dubbi. Esaltando i primi o giustificando i secondi. Magari con la fede in qualcosa. E meno male che riusciamo ad averla!
    “Quid est veritas?” Appunto!

    RispondiElimina

DISCLAIMER

I commenti vengono moderati dagli amministratori.

I commenti non hanno l'attributo NoFollow; quindi se lasci un commento inserendo il tuo sito nell'apposito spazio Google lo vedrà come un "good link"; consideratelo un regalo per chi lascia il suo parere :).

Ti potrebbero anche interessare

Related Posts with Thumbnails