martedì 16 agosto 2011

BERLUSCONI IL NUOVO CAICO

di Salvi Virciglio



Da qualche giorno assistiamo ad un tam tam mediatico sulla manovra finanziaria, con tante incognite sulla sorte dei Comuni che hanno una popolazione pari o inferiore a mille abitanti.

Bompensiere rischia davvero di perdere l’ormai centenaria autonomia? Bisogna premettere due aspetti interessanti della vicenda.

In primis, la Regione Sicilia ha uno Statuto speciale che le consente, in materia di organizzazione degli enti locali (Comuni e Province che insistono sul territorio regionale), di legiferare in piena autonomia, potendo decidere di seguire o meno le scelte del Parlamento Nazionale. Quindi, quanto stabilito per Decreto Legge dovrà essere confermato da una Legge Regionale, prima di trovare applicazione anche sul territorio della nostra Regione.

La seconda premessa riguarda il tipo di intervento che il Governo repubblicano ha realizzato: si è intervenuti con un atto di urgenza (il Decreto Legge) che ha vigenza per 60 giorni, entro i quali il Parlamento lo dovrà trasformare in Legge della Repubblica, con o senza modifiche. Da quanto detto la situazione risulta ancora aperta a nuovi e futuri scenari.

Tanto premesso, analizzerò, senza scendere troppo nel dettaglio tecnico, le norme di nuova introduzione.

L’art. 16 del Decreto Legge in questione (n.138/2011) dispone che i Comuni con una popolazione pari o inferiore a 1000 abitanti vengano soppressi per creare le cosiddette unioni municipali (attenzione NON unioni di comuni).
L’unione municipale sostituirà i Comuni con una popolazione inferiore a 1000 abitanti, infatti, quest’ultimi, dal prossimo rinnovo elettorale, saranno chiamati ad eleggere esclusivamente i Sindaci (dispone il decreto “a decorrere dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, nei Comuni con popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti, il Sindaco e' il solo organo di governo e sono soppressi la Giunta ed il Consiglio comunale”), i quali governeranno i territori accorpati dalla manovra.
All’interno dell’unione municipale si creeranno anche organi di governo congiunti che svolgeranno le funzioni del Consiglio Comunale, della Giunta e del Sindaco. I Comuni con popolazione inferiori ai 1000 abitanti perderanno l’ente locale per far riferimento alle unioni municipali.

Tutto farebbe presagire l’accorpamento del nostro Comune con qualche altro ente limitrofo, ma non è così: nelle maglie del Decreto Legge si trova l’aggettivo che salverà il Comune di Bompensiere dall’accorpamento: contermine.
Citando testualmente “nel caso in cui non vi siano altri Comuni contermini con popolazione inferiore a 1000 abitanti, a tali Comuni si applicano, ai fini della composizione degli organi di governo, le norme previste per i Comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti (n.r. riduzione degli organi collegiali, in luogo della soppressione)”.
I Comuni interessati dall’accorpamento, affinchè si applichino le disposizioni sulle unioni municipali, dovranno avere una popolazione pari o inferiore ai mille abitanti ed avere tra loro territori confinati, appunto contermini.
Il nostro Comune non ha territori limitrofi con popolazione pari o inferiore a 1000 abitanti, con grande felicità dei cittadini che, stando così le cose, non vedranno soppresso il proprio ente di riferimento.

Comunque qualcosa potrebbe cambiare.

Il nostro Comune potrebbe subire una (ritengo necessaria) riduzione degli organi di governo collegiali, con un consiglio comunale composto da sei persone (anziché dodici) ed una giunta comunale formata da due assessori (anziché quattro).
Tirando le fila del discorso: giuridicamente, con il Decreto Legge approvato, il Comune di Bompensiere non viene soppresso; il Decreto Legge, già in vigore, deve essere convertito in legge, con possibili modifiche (sia in negativo che in positivo); infine, la legge nazionale che converte il Decreto Legge dovrà trovare recepimento in una legge della Regione Sicilia, sempre molto “garantista” quando si parla di organi di governo locale.

L’iter per la soppressione del Comune di Bompensiere è impervio e ricco di ostacoli. Allo stato degli atti, Don Calogero Montalto può dormire sogni tranquilli: i montedoresi governeranno soltanto a Montedoro.

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